Quest'anno ho deciso di approfondire e sperimentare l'uso didattico del blog.
Il blog, come strumento di espressione personale (meglio che "individuale") mi sembra indicato per un lavoro al di fuori dei contenuti soliti, di approfondimento e interiorizzazione dei saperi affrontati.
Tecnicamente, ho valutato il portale Scuola-ER, della mia regione, e forse con una classe proverò ad usarlo. Trovo comunque blogger più semplice e più indicato anche per la possibilità di nascondere il blog e di gestire gli utenti sia in lettura che in scrittura.
Per ora ho lanciato la cosa con una sola classe delle mie tre. Ero troppo curioso, e non potevo aspettare di rientrare dal congedo parentale che mi vedrà assente da scuola nel prossimo mese. Con le altre due classi vedrò al rientro, anche sulla base di quel che succede con la terza.
In ogni caso, il blog è nascosto, accessibile solo da me e dagli studenti della classe. Ho scritto ai genitori spiegando (come avevo fatto l'anno scorso per il wiki) le mie intenzioni e le motivazioni. Domani inizierò a lavorarci.
Essendo un lavoro personale prima di tutto, sono molto curioso di vedere quanto i ragazzi si lasceranno "prendere". Vi terrò informati.
giovedì 25 settembre 2008
Blog
mercoledì 3 settembre 2008
Che aria tira
Commissione POF, in fase di programmazione.
Io, tirato in ballo dal Preside per via del sito internet della scuola, concludo dicendo: "ah, se poi a qualcuno interessasse sperimentare qualcosa nell'ambito delle applicazioni web in chiave didattica, io qualcosina l'ho studiata e sono disponibile a ragionarci insieme...".
Interviene il Preside: "Ma magari facciamo un bel corso di aggiornamento interno per i docenti a cui interessano queste cose...".
E come si fa a non star bene in una scuola così?
Wiki in prima e seconda liceo scientifico
Tanto per tornare in attività con questo sito, aggiorno un vecchio post.
Wiki in prima e seconda. I wiki sono stati completati (quasi!) alla fine dell'anno scorso, e finalmente ho potuto rivedere i questionari di gradimento e inserirli insieme.
Quattro classi, quattro wiki. Uno sull'elettrizzazione, uno sui fulmini e due sull'equilibrio dei fluidi. Ovviamente era il pretesto per parlare un po' di elettricità e di fluidi.
Il lavoro è stato poi organizzato in questo modo:
- ricerca di materiali per rispondere ad alcune domande sollevate dall'osservazione di fenomeni
- processo di accumulo di materiali, di scrematura a gruppi, di redazione di un unico documento per ogni persona/gruppo che contenga le informazioni ritenute pertinenti, sufficienti e necessarie ad inquadrare l'argomento
- individuazione di parole-chiave e costruzione di una mappa concettuale
- suddivisione delle parole chiave e stesura di voci enciclopediche individuali sulle parole stesse
- popolamento del wiki con
- testi
- immagini ed elementi grafici
- link secondo la mappa concettuale e oltre
- lettura e aggiornamento reciproco tra pari delle voci enciclopediche
- autovalutazione degli studenti suila qualità del proprio lavoro, valutazione del docente sulla qualità del lavoro, verifica sui contenuti con questionario sul gradimento dell'attività
Per me è comunque un inizio. La cosa interessante che vorrei condividere sono i risultati del questionario sul gradimento. La domanda era:
Domanda 3: Con l'attività sul wiki abbiamo lavorato in modo abbastanza diverso dal solito: prova a fare un bilancio di questa metodologia di lavoro pronunciandoti in particolare su:
a) serve o non serve a imparare di più (eventualmente, quale genere di cose si impara meglio e quale peggio?)
b) serve o non serve alla motivazione allo studio
c) quali aspetti di questo lavoro ti sembrano più positivi e quali più critici
d) suggerimenti, pensieri vari, idee tue sul tipo di lavoro fatto.
I risultati sono stati interessanti. I partecipanti: 73 studenti. Le risposte sono state molto libere e di diversa lunghezza, alcune aderenti alla traccia data, altre più originali. Riassumo qui i risultati.
Pro
- apprendimento informatica (32)
- apprendimento sulla materia (22)
- rende leggero studiare fisica (21)
- motivazione dal fatto che stiamo creando qualcosa (20)
- uso di internet rivolto allo studio e all'apprendimento (14)
- collaborazione con i compagni, anche a distanza, la classe cresce (14)
- è diverso dal solito (13)
- approfondimento di termini e concetti sconosciuti (10)
- impariamo un metodo di lavoro che potrà servirci in futuro (8)
- scambio di idee (8)
- attenzione ai collegamenti tra concetti (8)
- informazioni specifiche abbondanti e dettagliate (7)
- motivazione all'uso di internet (6)
- studiare in modo creativo e costruttivo (5)
- si impara a collaborare (5)
- facilita l'apprendimento teorico (5)
- lavorando tanto sul materiale trovato e rielaborandolo si riesce a comprenderne meglio i contenuti (4)
- il materiale cresce con l'apporto di ciascuno (4)
- accessibile dappertutto e in qualunque momento (3)
- interazione diretta con il prof (2)
- rende la scuola più al passo coi tempi (2)
- curiosità riguardo il risultato finale (2)
- responsabilità rispetto a quello che si scrive (2)
- si produce il proprio materiale di studio (2)
- si può lavorare sia individualmente che in gruppo (2)
- si migliora internet (2)
- si impara a valutare e a modificare il lavoro proprio e degli altri (2)
- scambio di metodi di lavoro (1)
- motiva allo studio i ragazzi a cui piace lavorare in gruppo e confrontarsi con gli altri (1)
- lavorare nei laboratori informatici, visto che non tutti hanno il pc a casa (1)
- non si scrive a penna ma con una tastiera (1)
- si impara ad esprimersi in modo pertinente (1)
- è più facile che imparare sui libri (1)
- costringe a leggere tutto (1)
Contro
- difficoltà nell'accesso a internet o nell'uso di pc non troppo funzionanti (16)
- complessità e difficoltà da un punto di vista tecnico (5)
- talvolta i materiali trovati non erano corretti, appropriati o affidabili (4)
- alcuni possono lavorare di più e altri di meno, il coordinamento non sempre è facile (2)
- lavorare in aula PC distrae (2)
- in certe fasi il lavoro diventa comunque individuale (1)
- poco apprendimento pratico (1)
- c'è il rischio che i materiali prodotti da qualcuno siano manipolati da qualcun altro (1)
- si approfondisce poco la fisica (1)
- c'è chi studia male sui PC (1)
- l'argomento non era bello (1)
- impari bene i tuoi contributi ma non quelli degli altri (1)
- non c'è abbastanza tempo per assimilare i concetti (1)
Suggerimenti
- lavorare così più spesso (30)
- utilizzare questo metodo con altre materie o argomenti (4)
- rendere il wiki visibile a tutti e non solo alle nostre classi (3)
- gruppi diversi dai soliti (2)
- costruire un social network (1)
- costruire un sito di giochi (1)
- migliorare lo stile grafico (1)
- la scuola dovrebbe dare gli strumenti necessari perché tutti svolgano qualcosa del genere (1)
- scegliere argomenti più interessanti (1)
- mettere esercizi sul wiki (1)
- inserire riassunti (1)
- inserire gli appunti presi in classe (1)
- usare anche servizi di IM (1)
venerdì 20 giugno 2008
Aurelio
Come si può vedere dall'enorme ritardo nella pubblicazione di nuovi post, è arrivato Aurelio.
Non sto a dire che sconvolgimento, che gioia, che emozioni questo ha portato nella nostra vita.
Anche qualche interrogativo. Tanti interrogativi. Quelli pertinenti li condivido volentieri.
Ad esempio: lui sarà un "digital native" se glielo permetteremo. Che vantaggi avrà da questo, rispetto a noi "digital immigrants"?
Dovremo spingerlo verso forme di apprendimento tradizionali, che naturalmente vengono trascurate, o "puntare tutto" sulle nuove forme, o un calibrato mix?
Come aiutarlo a sfruttare le potenzialità di internet senza cadere nei suoi tranelli?
Che sinergia riusciremo a trovare con i suoi insegnanti? Che condivisione di valori?
Domande che, evidentemente, non hanno una risposta univoca, e a cui stiamo, giorno per giorno, mettendo a fuoco la nostra "risposta di famiglia". Mi sembra, però, che la vera risposta stia in una tensione, in un continuo atteggiamento di attenzione verso il problema, più che in una prescrizione decisa una volta per tutte.
lunedì 5 maggio 2008
Qualche ritardo...
Maggio, ormai la fine dell'anno è alle porte, e con essa anche tutta una serie di piccoli o grandi impegni pseudo-burocratici.
Le verifiche da correggere, la programmazione da risistemare in modo da farci stare le ultime cose più il recupero per gli studenti che non hanno fatto nulla durante l'anno...
E in più quest'anno il dover fare tante cose un po' più da solo, in casa e comunque negli impegni extra-scolastici, per l'imminente arrivo di un nuovo, piccolo membro della famiglia.
Insomma, sto cercando di giustificare la mia assenza dal blog in questi ultimi giorni.
La domanda che mi è sorta proprio oggi è questa: come è possibile sviare l'attenzione degli studenti dal voto e indirizzarla invece all'apprendimento?
Proprio oggi, verifica di matematica, argomento "parabola". Uno studente, solitamente abbastanza polemico, dice che prenderà 4, anche se si meriterebbe 9 perché lui la parte sulla parabola l'ha fatta in venti minuti, ma, imprevisto degli imprevisti, negli esercizi c'è anche la retta e senza quella non si riesce ad andare avanti...
E tutti gli altri a fare i conti: qui prendo 4, ma avevo 7 nella precedente, quindi, prof, il 6 ce l'ho?
Togliamo i voti? Sei politico a tutti, come pare in Germania abbiano deciso di fare?
Il web 2.0 può aiutare in questa direzione? Me lo domando... Mi piacerebbe, anche se non saprei poi come buttarmici dentro senza andar contro una prassi didattica ormai secolare...
Mah! Resistiamo!
sabato 26 aprile 2008
Chi ha paura dell'informatica?
Uno dei tormentoni nel mondo della scuola di qualche anno fa era quello delle "tre i", che tanti insegnanti (me compreso) bollavano come ridicole o terrificanti.
Probabilmente ci risiamo. Quindi tanto vale che ci facciamo i conti.
Una delle tre "i" era quella dell'informatica. Perché dobbiamo averne paura o trovarla ridicola?
Parto da questo presupposto, e qui lo dico perché non voglio essere frainteso: io considero parte preponderante della mia professione di insegnante il far maturare alcuni atteggiamenti che sono chiaramente trasversali rispetto alle materie che insegno, ma che proprio attraverso queste possono essere acquisiti dagli studenti. Parlo di cose del tipo: atteggiamento critico, curiosità per la cultura, autonomia di apprendimento, consolidamento di valori universali, coerenza nel proprio comportamento rispetto a tali valori, capacità di ascolto, collaborazione, interazione gerarchica... Cosette del genere. E ho usato l'aggettivo "preponderante" per indicare che faccio parte di una scuola di pensiero per cui se uno studente arriva a maturare questi atteggiamenti ma non è in grado di integrare una funzione razionale, sono molto contento ugualmente. Magari non posso dargli una valutazione troppo elevata, ma lo studente saprà comunque di avere la mia stima.
Bene. Partendo da questo presupposto, perché non mi spaventa la "i" di informatica? Effettivamente non sono convinto dell'assoluta utilità dell'informatica nell'apprendimento della matematica e della fisica: sono un po' tradizionalista da questo punto di vista. Però sono convinto di poter usare l'informatica per costruire atteggiamento critico, curiosità per la cultura, eccetera eccetera.
Paradossalmente, sponsorizzare un'avanzata in forze dell'informatica nella scuola può certamente significare il prevalere di un'istruzione tecnicista, contenutista e orientata al lavoro più che allo sviluppo della persona, ma anche il suo contrario. Tranquillamente. Come al solito, le riforme viaggiano con le gambe di chi ci lavora dentro, gli strumenti sono ambivalenti. Se gli studenti faranno meno ore "culturali", se incontreranno gli insegnanti giusti, faranno invece più ore in cui la cultura passa per mezzi più moderni. E forse gli studenti ne saranno addirittura più attratti.
giovedì 17 aprile 2008
Wiki, didattica e valutazione
Come ho già scritto in un post precedente, ho deciso di sperimentare l'uso didattico di un wiki con le mie quattro classi del biennio.
Quest'esperienza, che sta procedendo con qualche fatica ma, per ora, in modo abbastanza soddisfacente, mi sta insegnando molto. Prima di tutto mi ricorda che il wiki è uno strumento. E' facile trovare colleghi talmente innamorati del mezzo tecnologico da perdere di vista la sua finalità. Ecco, il wiki è uno strumento al servizio della didattica.
Questo, per me, significa che più del suo utilizzo (che pure ha alcuni aspetti educativi e di pregio, in ambito scolastico), conta il lavoro al contorno. La preparazione dei testi e dei materiali, la costruzione della rete concettuale, l'organizzazione del lavoro, la puntualità, l'accuratezza: sono questi, secondo me, aspetti che devono passare nel lavoro con un wiki, sono forse addirittura gli indicatori per la valutazione del lavoro svolto.
Se il nostro orientamento è quello di aiutare i nostri studenti ad apprendere come apprendere (non è un errore la ripetizione), è bene che forniamo loro metodi di lavoro, che li guidiamo senza sottrarli all'impegno necessario. Per questo credo che un lavoro su un wiki ben organizzato sia necessario perché gli studenti traggano vantaggio non solo nell'apprendimento dell'argomento di cui il wiki tratta, ma anche e soprattutto nella riflessione metodologica sugli strumenti per l'apprendimento collaborativo e tecnologico.
La pubblicazione del wiki non termina l'attività. La fase di pubblicazione "interna" deve condurre anche a momenti di miglioramento del prodotto finito, prima della eventuale pubblicazione "esterna". Quindi tutti gli studenti devono percorrere in lungo e in largo la rete concettuale rappresentata nel wiki, essere in grado di intervenire in modo migliorativo ed incrementale su contenuti già inseriti da altri o suggerendo agli autori stessi possibilità di cambiamenti più radicali, che gli autori devono essere a loro volta in grado di accogliere o rifiutare con motivazioni.
Chiedevo a Talia in una risposta data a un suo post qualche suggerimento su come valutare nel campo dell'e-learning usato in classe. Non voglio essere pigro e provo a dare un contributo nonostante la cosa mi trovi abbastanza confuso e certamente non esperto. Mi pare di poter dire che il wiki in sé è invalutabile. Nel senso che è un prodotto collettivo ed è impossibile dare valutazioni parziali ai contributi individuali. Cosa è però possibile valutare?
- nella fase iniziale (pre-wiki): la partecipazione, la qualità e la quantità delle informazioni reperite, la puntualità, il rispetto delle consegne
- nella fase di pubblicazione: la cura della presentazione dei contenuti e dei link tra le diverse pagine
- nella fase finale (post-wiki): il livello di interazione e di comprensione dimostrata nelle discussioni sulle possibili varianti e correzioni, la riflessione metodologica e metadisciplinare sull'attività svolta
- nella fase sommativa (extra-wiki): l'apprendimento specifico sull'argomento dimostrato in una verifica apposita.
Di queste quattro fasi, le prime due mi sembrano addirittura suscettibili di autovalutazione da parte degli studenti, o di valutazione tra pari, mentre le ultime due sono più tradizionali e richiedono lo sguardo esperto e competente del docente. Il modo di organizzare l'autovalutazione o la valutazione tra pari dipende, secondo me, profondamente dall'età e dalla maturità degli studenti. Può essere una griglia anonima in cui ogni studente assegna un gradimento all'indicatore corrispondente per se stesso e per i compagni, oppure una classifica a punti. Attenzione dev'essere fatta affinché la valutazione sia specifica, magari anche motivata, sulle attività svolte, e solo degli aspetti contenuti negli indicatori tenga conto. Per questo magari può limitarsi ad un'autovalutazione e a una valutazione dei compagni di classe appartenenti al gruppo di lavoro, oppure degli appartenenti a un sottinsieme della classe su cui il valutante è in grado di esprimersi.
Ritengo sia importante che, in un'attività collaborativa come questa
non siano solo i contenuti ad essere valutati
non sia solo il docente a valutare.
Ritengo ancor più utile, per un docente, poter sperimentare, anche solo una tantum, un'attività in cui i livelli di analisi e di valutazione debbano necessariamente essere complessi. Serve alla motivazione, aiuta a ricentrare i propri obiettivi e le proprie aspettative, apre la mente, costringe a riflettere. In una parola, fa bene alla salute.

