Dovendo gestire un progetto in collaborazione con docenti di altre scuole, alcune anche lontane, ho pensato a quale strumento di collaborazione potesse fare al caso nostro.
Come prima scelta, sulla scorta di esperienze passate, mi era parso che un wiki potesse essere la soluzione ideale. Un wiki ospitato dal sito del nostro Istituto, o invece su un server come pbwiki, con accesso limitato ai partecipanti al progetto.
Poi ho pensato a yahoo!gruppi, che avevo usato in passato solo in modo molto limitato, e, soprattutto per curiosità, la scelta è caduta su quest'ultimo strumento.
Prima di tutto per la maggiore semplicità rispetto a un wiki, nuovo alla maggior parte dei colleghi che avrebbero dovuto usarlo. L'aspetto negativo di yahoo!gruppi, per quanto ne so, consiste in una fase di iscrizione non completamente lineare, con la necessità di creare un profilo yahoo! che talvolta fa inceppare la procedura di adesione al gruppo.
Yahoo!gruppi è sicuramente più standardizzato e non consente tutta la libertà di gestione di un wiki. Ma forse per docenti che imparano a usare strumenti web per la collaborazione a distanza un wiki è troppo complesso senza un'adeguata fase di addestramento iniziale.
Inoltre yahoo!gruppi è essenzialmente una mailing list, e questa è la caratteristica che prima di tutto mi interessa. Il deposito file è sufficiente per i contenuti da condividere e modificare, e gli avvisi sulle novità possono essere trasmessi tramite messaggi collettivi.
Tornerò su questo argomento alla fine del progetto, per fare un bilancio sull'uso di Y!G.
domenica 29 marzo 2009
Strumenti di collaborazione: yahoo!gruppi vs wiki (la scelta)
lunedì 27 ottobre 2008
Ancora sui wiki
Per rimanere in tema di wiki, ho trovato che Kristen Fouss ha realizzato un bel wiki matematico.
La pagina introduttiva specifica che questo wiki, una collezione di appunti o un riassunto dei contenuti di alcuni corsi, è stato realizzato dai componenti delle sue classi.
Quando l'ho visto per la prima volta, io sono rimasto abbastanza colpito. Pensare che io ho impiegato due ore (rete lenta, uno che non si ricorda la password del proprio indirizzo di posta elettronica, un altro che si dimentica la password del wiki, due che condividono lo stesso computer, uno che dà un calcio al cavo di alimentazione e blocca il lavoro di un altro, la prova di evacuazione, la bidella con gli avvisi...) in laboratorio per far sì che tutti i miei studenti potessero iscriversi al wiki che dovranno usare... Quanto tempo può essere necessario per realizzare un lavoro come quello? E gli esercizi? Dopo aver dedicato un mese di tempo per fare un wiki, gli studenti sono in grado di risolvere gli immancabili esercizi che bisogna sappiano risolvere perché hanno l'esame di maturità?
Allora dopo il momento di sconforto, torno alla mia filosofia spiccia, e mi ripeto il mio mantra: il wiki è uno strumento a servizio della didattica, non è il cuore di quello che stai facendo. Che in questo caso vuol dire: se ci riesci, bene, se no, pazienza.
Nel post Wiki in prima e seconda liceo riportavo le conclusioni di un'indagine tra i partecipanti delle mie quattro classi al lavoro sul wiki svolto l'anno scorso. Secondo me ci sono importanti indicazioni sul fatto che si tratti di un modo proficuo di lavorare.
- Prima di tutto direi che è interessante notare che tutti gli studenti abbiano trovato aspetti positivi, motivanti, nell'attività svolta.
- La maggior parte degli studenti, inoltre, ha apprezzato il lavoro collaborativo che con i wiki è possibile svolgere. Questo, in realtà, non è una caratteristica necessaria del wiki, ma piuttosto dell'organizzazione del lavoro che vi sta dietro.
- E' ancora interessante notare come alcuni studenti siano stati facilitati in una riflessione metacognitiva da questo lavoro: alcuni infatti sono stati in grado di esprimere pareri circa l'utilità della metodologia didattica sui vari apprendimenti richiesti.
Sono perfettamente consapevole del fatto che un wiki, da solo, non è la soluzione dei problemi della didattica. Sono altrettanto conscio del fatto che vi sono altri strumenti in grado di portare a questo, persino la tanto vituperata lezione frontale, se ben preparata e gestita. E quest'ultima cosa mi rincuora in particolare visto lo stato talvolta fatiscente delle strutture informatiche all'interno di alcune nostre scuole.
Tuttavia, ritengo che lavorare con un wiki, oggigiorno, sia un'esperienza didattica eccellente, sia per gli studenti che per i docenti. Non ho remore ad ammettere che, non conoscendo se non marginalmente l'uso dei wiki prima di questa sperimentazione didattica, dopo di essa ho adottato sul mio computer un wiki (Mediwiki) in locale, che oggi uso ampiamente per l'organizzazione tanto delle cose di scuola quanto di quelle di casa.
E la stessa cosa può accadere agli studenti. Il valore non sta tanto nell'organizzarsi meglio, ma nel saper trasferire ciò che si apprende a scuola nella propria vita quotidiana, nel saper integrare i metodi di lavoro, ricerca e cooperazione, elaborazione e costruzione, analisi e sintesi, nel proprio agire quotidiano. Tutte cose che OCSE-PISA non misurerà mai, ma che, secondo me, valgono il doppio di tutte le nozioni ricevute e perse nelle nostre scuole.
giovedì 25 settembre 2008
Blog
Quest'anno ho deciso di approfondire e sperimentare l'uso didattico del blog.
Il blog, come strumento di espressione personale (meglio che "individuale") mi sembra indicato per un lavoro al di fuori dei contenuti soliti, di approfondimento e interiorizzazione dei saperi affrontati.
Tecnicamente, ho valutato il portale Scuola-ER, della mia regione, e forse con una classe proverò ad usarlo. Trovo comunque blogger più semplice e più indicato anche per la possibilità di nascondere il blog e di gestire gli utenti sia in lettura che in scrittura.
Per ora ho lanciato la cosa con una sola classe delle mie tre. Ero troppo curioso, e non potevo aspettare di rientrare dal congedo parentale che mi vedrà assente da scuola nel prossimo mese. Con le altre due classi vedrò al rientro, anche sulla base di quel che succede con la terza.
In ogni caso, il blog è nascosto, accessibile solo da me e dagli studenti della classe. Ho scritto ai genitori spiegando (come avevo fatto l'anno scorso per il wiki) le mie intenzioni e le motivazioni. Domani inizierò a lavorarci.
Essendo un lavoro personale prima di tutto, sono molto curioso di vedere quanto i ragazzi si lasceranno "prendere". Vi terrò informati.
mercoledì 3 settembre 2008
Che aria tira
Commissione POF, in fase di programmazione.
Io, tirato in ballo dal Preside per via del sito internet della scuola, concludo dicendo: "ah, se poi a qualcuno interessasse sperimentare qualcosa nell'ambito delle applicazioni web in chiave didattica, io qualcosina l'ho studiata e sono disponibile a ragionarci insieme...".
Interviene il Preside: "Ma magari facciamo un bel corso di aggiornamento interno per i docenti a cui interessano queste cose...".
E come si fa a non star bene in una scuola così?
Wiki in prima e seconda liceo scientifico
Tanto per tornare in attività con questo sito, aggiorno un vecchio post.
Wiki in prima e seconda. I wiki sono stati completati (quasi!) alla fine dell'anno scorso, e finalmente ho potuto rivedere i questionari di gradimento e inserirli insieme.
Quattro classi, quattro wiki. Uno sull'elettrizzazione, uno sui fulmini e due sull'equilibrio dei fluidi. Ovviamente era il pretesto per parlare un po' di elettricità e di fluidi.
Il lavoro è stato poi organizzato in questo modo:
- ricerca di materiali per rispondere ad alcune domande sollevate dall'osservazione di fenomeni
- processo di accumulo di materiali, di scrematura a gruppi, di redazione di un unico documento per ogni persona/gruppo che contenga le informazioni ritenute pertinenti, sufficienti e necessarie ad inquadrare l'argomento
- individuazione di parole-chiave e costruzione di una mappa concettuale
- suddivisione delle parole chiave e stesura di voci enciclopediche individuali sulle parole stesse
- popolamento del wiki con
- testi
- immagini ed elementi grafici
- link secondo la mappa concettuale e oltre
- lettura e aggiornamento reciproco tra pari delle voci enciclopediche
- autovalutazione degli studenti suila qualità del proprio lavoro, valutazione del docente sulla qualità del lavoro, verifica sui contenuti con questionario sul gradimento dell'attività
Per me è comunque un inizio. La cosa interessante che vorrei condividere sono i risultati del questionario sul gradimento. La domanda era:
Domanda 3: Con l'attività sul wiki abbiamo lavorato in modo abbastanza diverso dal solito: prova a fare un bilancio di questa metodologia di lavoro pronunciandoti in particolare su:
a) serve o non serve a imparare di più (eventualmente, quale genere di cose si impara meglio e quale peggio?)
b) serve o non serve alla motivazione allo studio
c) quali aspetti di questo lavoro ti sembrano più positivi e quali più critici
d) suggerimenti, pensieri vari, idee tue sul tipo di lavoro fatto.
I risultati sono stati interessanti. I partecipanti: 73 studenti. Le risposte sono state molto libere e di diversa lunghezza, alcune aderenti alla traccia data, altre più originali. Riassumo qui i risultati.
Pro
- apprendimento informatica (32)
- apprendimento sulla materia (22)
- rende leggero studiare fisica (21)
- motivazione dal fatto che stiamo creando qualcosa (20)
- uso di internet rivolto allo studio e all'apprendimento (14)
- collaborazione con i compagni, anche a distanza, la classe cresce (14)
- è diverso dal solito (13)
- approfondimento di termini e concetti sconosciuti (10)
- impariamo un metodo di lavoro che potrà servirci in futuro (8)
- scambio di idee (8)
- attenzione ai collegamenti tra concetti (8)
- informazioni specifiche abbondanti e dettagliate (7)
- motivazione all'uso di internet (6)
- studiare in modo creativo e costruttivo (5)
- si impara a collaborare (5)
- facilita l'apprendimento teorico (5)
- lavorando tanto sul materiale trovato e rielaborandolo si riesce a comprenderne meglio i contenuti (4)
- il materiale cresce con l'apporto di ciascuno (4)
- accessibile dappertutto e in qualunque momento (3)
- interazione diretta con il prof (2)
- rende la scuola più al passo coi tempi (2)
- curiosità riguardo il risultato finale (2)
- responsabilità rispetto a quello che si scrive (2)
- si produce il proprio materiale di studio (2)
- si può lavorare sia individualmente che in gruppo (2)
- si migliora internet (2)
- si impara a valutare e a modificare il lavoro proprio e degli altri (2)
- scambio di metodi di lavoro (1)
- motiva allo studio i ragazzi a cui piace lavorare in gruppo e confrontarsi con gli altri (1)
- lavorare nei laboratori informatici, visto che non tutti hanno il pc a casa (1)
- non si scrive a penna ma con una tastiera (1)
- si impara ad esprimersi in modo pertinente (1)
- è più facile che imparare sui libri (1)
- costringe a leggere tutto (1)
Contro
- difficoltà nell'accesso a internet o nell'uso di pc non troppo funzionanti (16)
- complessità e difficoltà da un punto di vista tecnico (5)
- talvolta i materiali trovati non erano corretti, appropriati o affidabili (4)
- alcuni possono lavorare di più e altri di meno, il coordinamento non sempre è facile (2)
- lavorare in aula PC distrae (2)
- in certe fasi il lavoro diventa comunque individuale (1)
- poco apprendimento pratico (1)
- c'è il rischio che i materiali prodotti da qualcuno siano manipolati da qualcun altro (1)
- si approfondisce poco la fisica (1)
- c'è chi studia male sui PC (1)
- l'argomento non era bello (1)
- impari bene i tuoi contributi ma non quelli degli altri (1)
- non c'è abbastanza tempo per assimilare i concetti (1)
Suggerimenti
- lavorare così più spesso (30)
- utilizzare questo metodo con altre materie o argomenti (4)
- rendere il wiki visibile a tutti e non solo alle nostre classi (3)
- gruppi diversi dai soliti (2)
- costruire un social network (1)
- costruire un sito di giochi (1)
- migliorare lo stile grafico (1)
- la scuola dovrebbe dare gli strumenti necessari perché tutti svolgano qualcosa del genere (1)
- scegliere argomenti più interessanti (1)
- mettere esercizi sul wiki (1)
- inserire riassunti (1)
- inserire gli appunti presi in classe (1)
- usare anche servizi di IM (1)
sabato 26 aprile 2008
Chi ha paura dell'informatica?
Uno dei tormentoni nel mondo della scuola di qualche anno fa era quello delle "tre i", che tanti insegnanti (me compreso) bollavano come ridicole o terrificanti.
Probabilmente ci risiamo. Quindi tanto vale che ci facciamo i conti.
Una delle tre "i" era quella dell'informatica. Perché dobbiamo averne paura o trovarla ridicola?
Parto da questo presupposto, e qui lo dico perché non voglio essere frainteso: io considero parte preponderante della mia professione di insegnante il far maturare alcuni atteggiamenti che sono chiaramente trasversali rispetto alle materie che insegno, ma che proprio attraverso queste possono essere acquisiti dagli studenti. Parlo di cose del tipo: atteggiamento critico, curiosità per la cultura, autonomia di apprendimento, consolidamento di valori universali, coerenza nel proprio comportamento rispetto a tali valori, capacità di ascolto, collaborazione, interazione gerarchica... Cosette del genere. E ho usato l'aggettivo "preponderante" per indicare che faccio parte di una scuola di pensiero per cui se uno studente arriva a maturare questi atteggiamenti ma non è in grado di integrare una funzione razionale, sono molto contento ugualmente. Magari non posso dargli una valutazione troppo elevata, ma lo studente saprà comunque di avere la mia stima.
Bene. Partendo da questo presupposto, perché non mi spaventa la "i" di informatica? Effettivamente non sono convinto dell'assoluta utilità dell'informatica nell'apprendimento della matematica e della fisica: sono un po' tradizionalista da questo punto di vista. Però sono convinto di poter usare l'informatica per costruire atteggiamento critico, curiosità per la cultura, eccetera eccetera.
Paradossalmente, sponsorizzare un'avanzata in forze dell'informatica nella scuola può certamente significare il prevalere di un'istruzione tecnicista, contenutista e orientata al lavoro più che allo sviluppo della persona, ma anche il suo contrario. Tranquillamente. Come al solito, le riforme viaggiano con le gambe di chi ci lavora dentro, gli strumenti sono ambivalenti. Se gli studenti faranno meno ore "culturali", se incontreranno gli insegnanti giusti, faranno invece più ore in cui la cultura passa per mezzi più moderni. E forse gli studenti ne saranno addirittura più attratti.
giovedì 17 aprile 2008
Wiki, didattica e valutazione
Come ho già scritto in un post precedente, ho deciso di sperimentare l'uso didattico di un wiki con le mie quattro classi del biennio.
Quest'esperienza, che sta procedendo con qualche fatica ma, per ora, in modo abbastanza soddisfacente, mi sta insegnando molto. Prima di tutto mi ricorda che il wiki è uno strumento. E' facile trovare colleghi talmente innamorati del mezzo tecnologico da perdere di vista la sua finalità. Ecco, il wiki è uno strumento al servizio della didattica.
Questo, per me, significa che più del suo utilizzo (che pure ha alcuni aspetti educativi e di pregio, in ambito scolastico), conta il lavoro al contorno. La preparazione dei testi e dei materiali, la costruzione della rete concettuale, l'organizzazione del lavoro, la puntualità, l'accuratezza: sono questi, secondo me, aspetti che devono passare nel lavoro con un wiki, sono forse addirittura gli indicatori per la valutazione del lavoro svolto.
Se il nostro orientamento è quello di aiutare i nostri studenti ad apprendere come apprendere (non è un errore la ripetizione), è bene che forniamo loro metodi di lavoro, che li guidiamo senza sottrarli all'impegno necessario. Per questo credo che un lavoro su un wiki ben organizzato sia necessario perché gli studenti traggano vantaggio non solo nell'apprendimento dell'argomento di cui il wiki tratta, ma anche e soprattutto nella riflessione metodologica sugli strumenti per l'apprendimento collaborativo e tecnologico.
La pubblicazione del wiki non termina l'attività. La fase di pubblicazione "interna" deve condurre anche a momenti di miglioramento del prodotto finito, prima della eventuale pubblicazione "esterna". Quindi tutti gli studenti devono percorrere in lungo e in largo la rete concettuale rappresentata nel wiki, essere in grado di intervenire in modo migliorativo ed incrementale su contenuti già inseriti da altri o suggerendo agli autori stessi possibilità di cambiamenti più radicali, che gli autori devono essere a loro volta in grado di accogliere o rifiutare con motivazioni.
Chiedevo a Talia in una risposta data a un suo post qualche suggerimento su come valutare nel campo dell'e-learning usato in classe. Non voglio essere pigro e provo a dare un contributo nonostante la cosa mi trovi abbastanza confuso e certamente non esperto. Mi pare di poter dire che il wiki in sé è invalutabile. Nel senso che è un prodotto collettivo ed è impossibile dare valutazioni parziali ai contributi individuali. Cosa è però possibile valutare?
- nella fase iniziale (pre-wiki): la partecipazione, la qualità e la quantità delle informazioni reperite, la puntualità, il rispetto delle consegne
- nella fase di pubblicazione: la cura della presentazione dei contenuti e dei link tra le diverse pagine
- nella fase finale (post-wiki): il livello di interazione e di comprensione dimostrata nelle discussioni sulle possibili varianti e correzioni, la riflessione metodologica e metadisciplinare sull'attività svolta
- nella fase sommativa (extra-wiki): l'apprendimento specifico sull'argomento dimostrato in una verifica apposita.
Di queste quattro fasi, le prime due mi sembrano addirittura suscettibili di autovalutazione da parte degli studenti, o di valutazione tra pari, mentre le ultime due sono più tradizionali e richiedono lo sguardo esperto e competente del docente. Il modo di organizzare l'autovalutazione o la valutazione tra pari dipende, secondo me, profondamente dall'età e dalla maturità degli studenti. Può essere una griglia anonima in cui ogni studente assegna un gradimento all'indicatore corrispondente per se stesso e per i compagni, oppure una classifica a punti. Attenzione dev'essere fatta affinché la valutazione sia specifica, magari anche motivata, sulle attività svolte, e solo degli aspetti contenuti negli indicatori tenga conto. Per questo magari può limitarsi ad un'autovalutazione e a una valutazione dei compagni di classe appartenenti al gruppo di lavoro, oppure degli appartenenti a un sottinsieme della classe su cui il valutante è in grado di esprimersi.
Ritengo sia importante che, in un'attività collaborativa come questa
non siano solo i contenuti ad essere valutati
non sia solo il docente a valutare.
Ritengo ancor più utile, per un docente, poter sperimentare, anche solo una tantum, un'attività in cui i livelli di analisi e di valutazione debbano necessariamente essere complessi. Serve alla motivazione, aiuta a ricentrare i propri obiettivi e le proprie aspettative, apre la mente, costringe a riflettere. In una parola, fa bene alla salute.
lunedì 14 aprile 2008
Comunità di apprendimento
Nel blog TEN di Sarah Weisz, si trova un post che ha suscitato alcune riflessioni. Building professional learning communities semplicemente segnala un'idea di Will Richardson sul fatto che molti insegnanti non percepiscano come la tecnologia possa facilitare l'apprendimento, e invita a partecipare a un gruppo di discussione aperto su TEN da un membro.
E' davvero così? Molti insegnanti non si rendono conto delle potenzialità?
Mi sembra di poter essere d'accordo, anche se le cose forse stanno cambiando. La fatica che si fa nel tentare di introdurre le tecnologie nella didattica sono certamente grandi. Quali sono gli ostacoli?
- Gli insegnanti si sentono impreparati nell'uso dei computer (e probabilmente molti li sono davvero);
- gli insegnanti si sentono impreparati nell'uso didattico dell'informatica (e certamente molti li sono davvero);
- gli insegnanti avvertono l'introduzione della tecnologia come qualcosa "in più" da fare, non come un modo diverso di procedere;
- gli insegnanti non hanno idea di quel che si può fare con la tecnologia, anche perché non la conoscono e non la frequentano;
- gli insegnanti sono concentrati su un programma da finire, su competenze che gli studenti devono raggiungere (per tradizione o per poter superare l'esame di stato) e non hanno tempo e voglia di provare qualcosa di nuovo;
- gli insegnanti non hanno voglia di provare qualcosa di nuovo;
- gli insegnanti non hanno voglia.
E sottolineo questo elemento di prudenza: se ne vale la pena. Sperimentare è sempre un po' sulla pelle dei nostri studenti; non vuol dire andare allo sbaraglio, e soprattutto vuol dire avere l'onestà intellettuale di riconoscere quando un'esperienza non ha funzionato.
Io sto cercando di fare qualcosa. Il progetto sta procedendo, anche se, tra elezioni e laboratori da inaugurare, abbiamo rallentato un po'. Ormai siamo però alla pubblicazione dei wiki...
Sto usando un wiki anche per preparare un progetto di educazione ambientale in collaborazione con scuole vicine. Vediamo come funziona. Se non altro, qualche persona in più scoprirà che esistono i blog.
lunedì 7 aprile 2008
I 100 strumenti migliori
Jane Hart, del Centre for Learning & Performance Technologies realizza un servizio interessante: compone una lista dei cento migliori strumenti 2.0 per l'apprendimento, votati da un certo numero di specialisti.
Vale la pena visitare la lista, visto che si possono trovare cose nuove da sperimentare.
martedì 1 aprile 2008
Lettera ai genitori
Oggi ho presentato al mio DS (e alla coordinatrice del Liceo) la lettera che ho intenzione di mandare ai genitori dei miei alunni del biennio, per spiegare cosa stiamo facendo su internet e cosa faremo nelle prossime settimane.
La necessità sorge dal fatto che per usare il wiki che ho intenzione di gestire con i miei studenti, su wikidot.com, è necessario creare un account con posta elettronica. Siccome la scuola non è dotata di questo servizio (per ora), probabilmente dovremo attivare degli account "esterni" (non so, gmail o yahoo) per gli studenti che non hanno già un indirizzo personale.
Ne ho allora approfittato per un momento di correttezza e trasparenza, viste anche i numerosi riferimenti su internet a procedure di questo tipo quando si tratta di far accedere dei minori a servizi internet.
Credo che sia anche un buon modo per coinvolgere i genitori, e per motivare i ragazzi ancora di più, visto che i loro genitori avranno modo di apprezzare i loro lavori (sempreché i figli li lascino accedere...).
Vedremo cosa succede. A proposito... devo ancora spiegare cosa sto facendo: in un prossimo post rimedierò.
domenica 30 marzo 2008
Genitori
Su Classroom 2.0 si stanno aprendo alcune discussioni su come gestire le preoccupazioni dei genitori rispetto all'uso di internet da parte dei loro figli.
Pare che negli States alcuni genitori (specialmente di studenti più piccoli, a livello di scuola elementare) siano preoccupati che l'uso di internet possa in qualche modo esporre i propri figli a rischi.
Le risposte che leggo sono abbastanza ottimistiche: gli insegnanti coinvolti sembrano convinti che prima o poi i genitori arriveranno a capire che comunque i loro figli sono esposti a rischi, e quindi il fatto di essere educati a vivere in modo responsabile ed etico la rete sia comunque meglio che finirvi dentro completamente sprovveduti.
Un'interessante linea di condotta è quella di cercare di coinvolgere il più possibile i genitori nell'uso di internet insieme ai loro figli. Credo che questo vada nella stessa direzione detta prima: internet è come qualunque altro posto in cui i ragazzi possono recarsi e gli adulti dovrebbero accompagnarli fino a quando i secondi non hanno una ragionevole sicurezza dell'autonomia dei primi.
Mi sembra comunque un punto importante: i genitori devono essere a conoscenza dell'uso che si fa di internet e di quali misure di sicurezza e di protezione della privacy vengono adottate durante queste operazioni a scuola, di quali compiti vengono assegnati ai loro figli a casa e quali strumenti web venga loro richiesto di usare. L'informazione può essere, a mio avviso, tanto più efficace quanto vi sia coinvolgimento dei genitori stessi nelle attività, o, almeno, apertura: se non è possibile cooperare direttamente con loro, almeno si mostri loro il risultato del lavoro dei loro figli. Un intervento su uno dei forum mi ha fatto sorridere: pensa al frigorifero! Cosa appendono orgogliosamente sullo sportello del frigorifero? I capolavori artistici dei loro bambini. Poter vedere e mostrare che un pezzettino di internet porta la firma di loro figlio, o della sua classe, non può essere motivo di altrettanto orgoglio?
venerdì 28 marzo 2008
Fisica su Classroom 2.0
Su Classroom 2.0 si è aperta una discussione interessante su quali strumenti Web 2.0 possano essere più indicati per l'insegnamento della fisica.
Chi volesse seguirla, la può trovare qui.
sabato 22 marzo 2008
Del.icio.us
Del.icio.us è un servizio di social bookmarking. In pratica mette insieme i "preferiti" di tutti gli iscritti, li ricombina, ne fa statistiche... disegna una mappa di internet basata sulle preferenze di coloro che contribuiscono.
Nel blog di Patricia Donaghy è presente un bello screencast (in realtà, visto uno, ne salta fuori un'altra dozzina) su come costruire una rete di contatti e ampliare la propria sitografia tramite del.icio.us.
In pratica cosa succede? Succede che ogni volta che segnalo un sito come preferito, questo viene aggiunto alla mia pagina. Quando guardo questa pagina vedo la lista dei miei siti preferiti, ma vedo anche che, ad esempio, il tal sito è il preferito anche di altre 20 persone. Non solo: di ciascuna delle venti persone posso vedere i preferiti e come li ha organizzati. Magari scopro che un tale ha gli stessi gusti che ho io, ha tra i suoi preferiti alcuni dei siti che conosco anch'io, ma sicuramente tanti altri che io non ho ancora visto. In questo modo sfrutto l'esperienza di qualcun altro che ha i miei stessi interessi per non navigare a caso.
Posso anche aggiungere questa persona al mio network. Se guardo la pagina del mio network vedo i nomi di coloro che ho scelto come "vicini di interessi", ma vedo anche tutti i loro preferiti, dai più recenti ai meno. Posso anche essre utile ai membri del mio network: quando scopro un sito che magari non mi interessa direttamente (se mi interessa direttamente lo inserisco tra i miei preferiti e i miei compagni di network lo vedranno comunque), ma che so che potrebbe interessare a qualcuno del mio network, posso segnalarglielo direttamente tramite del.icio.us.
Affascinato da questa cosa, ho subito provato. Dal primo dei miei "preferiti" sono scaturiti i miei primi tre membri di network e altri tre preferiti da aggiungere... Mi sembra un metodo abbastanza proficuo e che fa risparmiare parecchio tempo.
Pensiamolo applicato in classe, ad esempio nel corso della ricerca di risorse online. Gli studenti di una classe riescono in questo modo ad ottimizzare i tempi (ovviamente se sufficientemente motivati) e a crearsi ciascuno una rete di indirizzi all'interno della quale poi faranno l'ordine, e della quale l'uso, che vorranno.
mercoledì 19 marzo 2008
Wiki online e in locale - note tecniche
Non so praticamente nulla di wiki. Per saperne di più ho provato ad iscrivermi a un paio di siti che offrono gratuitamente degli spazi wiki (pbwiki e wikispaces) e ad installare localmente sul mio portatile dei software che facciano lo stesso: tikiwiki, dokuwiki, mediawiki.
Ho trovato più semplice, più personalizzabile, in definitiva più attraente pbwiki, tra i due candidati per il mio wiki di lavoro (che ho già messo all'opera).
Per quanto riguarda quelli in locale, l'unico che non ha dato problemi sulla mia scatola Ubuntu è stato dokuwiki, che ho subito adottato come strumento (condiviso in rete) di collaborazione domestica. Un po' una colf: peccato che non stiri.
Una delle cose belle di queste tecnologie è proprio il poter imparare da autodidatti o quasi semplicemente leggendo qua e là e provando con le proprie mani.
lunedì 17 marzo 2008
Wiki e blog
In questo wiki, per la verità piuttosto scarno, si trovano linee piuttosto interessanti che vale la pena riportare qui.
Blog (da web log, dove "web" indica internet e "log" è la registrazione di qualcosa, una tabella di marcia). Un giornale online in cui una o più persone scrivono articoli, che sono raggiungibili, a seconda delle impostazioni, da chiunque o da un gruppo selezionato di persone, e in cui i lettori (o una porzione di essi) ha la possibilità di rispondere intavolando quindi una discussione. Questo sito è un esempio (piuttosto povero, per il momento) di blog.
Wiki (dall'hawaiiano, "veloce", "rapido"). Si tratta di una raccolta di informazioni strutturate accessibili a più persone (solitamente nella forma di una pagina web), che possono modificarle o aggiungervi contributi. Wikipedia è un esempio (gigantesco) di wiki.
Da qui in avanti vado a braccio, nel senso che si tratta di riflessioni notturne quasi estemporanee e in attesa di riscontri, confronti, smentite.
Che usi didattici si possono trovare per questi due protagonisti del Web 2.0? Il primo è senz'altro indicato per avere discussioni, scrittura creativa, in qualche modo per ogni tipo di attività in cui l'aspetto dialogico è centrale. Vista la forma giornalistica e l'aspetto sequenziale degli interventi, mi sembra di poter dire che il blog possa essere utile in situazioni di costruzione di saperi distinti e personali tramite il confronto e il dialogo.
Il secondo invece è più utile in situazioni in cui vi sia un obiettivo finale da raggiungere per approssimazioni successive e in modo collaborativo. Tenendo presente che in molti casi i servizi wiki offrono anche strumenti per la discussione delle modifiche apportate da un utente, il wiki può essere utile in situazioni di accrescimento cumulativo di un sapere collettivo unificabile, senza un ruolo fondamentale della cronologia.
Mettendo in evidenza il ruolo del tempo, si può notare una sostanziale dualità dei due mezzi di comunicazione: il wiki è un colpo d'occhio sincrono di un sapere che si è costruito diacronicamente. Il blog è un colpo d'occhio diacronico di diversi saperi che si costruiscono sincronicamente.
Mettendo in evidenza invece l'elemento centrale e la tipologia di sapere coinvolto, il wiki è centrato sull'oggetto, che è singolare (nel senso che il contenuto del wiki è uno solo), mentre il blog è centrato sul processo, che è plurale (nel senso che i processi di apprendimento in corso sono diversi per ogni persona partecipante).
sabato 15 marzo 2008
10 modi per usare un blog
Trovo sul sito di Edublogs alcuni consigli per l'uso didattico del blog. Li posto qui...
- Posta materiali e risorse. Il web è uno strumento fantastico quando si tratta di distribuire risorse: tutto quel che devi fare sul tuo Edublog è caricare, o copiare e incollare, i tuoi materiali nel tuo blog, ed essi saranno istantaneamente accessibili dai tuoi studenti da scuola e da casa. E ancor di più, puoi facilmente gestire chi può avere accesso ad esse tramite password e accessori con misure di sicurezza.
- Ospita discussioni online. Se ti sei mai preso la briga di organizzare uno spazio di discussione online, ti piacerà molto quel che Edublogs può fare per te. Gli studenti possono semplicemente rispondere a post di blog e discutere argomenti che hai assegnato loro attraverso commenti o grazie alla semplice funzionalità di forum: i commentatori possono anche iscriversi e ricevere email quando ci sono risposte ai loro commenti e tu puoi facilmente gestire ed editare tutte le risposte tramite il pannello amministrativo.
- Crea una pubblicazione di classe. Ricordi i bei vecchi tempi dei giornali di classe? Ecco, sono diventati ancora più facili con Edublog: puoi aggiungere studenti come contributori, autori e persino editori per produrre una pubblicazione collaborativa online personalizzata, dettagliata e coinvolgente.
- Sostituisci il tuo bollettino. Ti sei sempre divertito a fotocopiare e graffare pagine e pagine di un bollettino al venerdì pomeriggio? Ah no? E' ridicolmente semplice postare informazioni per la classe, notizie, eventi e altro sul tuo edublog.
- Fai bloggare i tuoi studenti. Va bene inviare i tuoi studenti su siti che offrono blog, o anche crearli per loro, ma hai bisogno di operare come un centro di smistamento per il loro lavoro e di un luogo in cui essi possono facilmente visitare i blog gli uni degli altri. Il tuo Edublog può essere usato per incollare insieme i blog dei tuoi studenti e inoltre, se chiedi ai tuoi studenti di bloggare, devi farlo tu stesso!
- Condividi la tua programmazione. Tutti amiamo pianificare e il lavoro amministrativo, vero? Bene, usando un Edublog puoi trasformare la pianificazione e la riflessione sulle classi in un'esperienza genuinamente produttiva e persino collaborativa. Condividere i tuoi piani, le tue riflessioni, le tue idee e le tue paure con altri educatori sia della tua scuola che intorno al mondo usando un Edublog è un grande modo per crescere come insegnante, e un modo brillante per usare un blog.
- Integra multimedia di ogni tipo. Con un paio di clic puoi inserire video online, presentazioni multimediali, proiezioni di diapositive e altro nel tuo edublog e miscelarli con il tuo testo e le tue risorse statiche. Non sono richiesti cd, non è necessario saper programmare: selezioni il video, il podcast o lo slidecast che vuoi usare e lo inserisci nel tuo blog per illustrare, arricchire e migliorare la tua attrezzatura per l'insegnamento.
- Organizza, organizza, organizza. Non devi usare il tuo blog solo come un pedagogo... puoi usarlo ugualmente anche per organizzare qualunque cosa dalle squadre sportive della scuola alle prove per una produzione prossima. Puoi allestire quanti Edublog vuoi, perciò non aver paura ad usarne uno dedicato per un particolare evento.
- Cerca il feedback. Non c'è niente che dica che tu non possa permettere commenti anonimi su un blog (anche se hai perfettamente ragione se decidi di sottoporre qualsiasi commento alla moderazione), ma perché non pensare di usare un blog come un posto per studenti, e persino genitori, per dar voce ai problemi, lasciare un feedback o in generale dirti quanto sei bravo?
- Crea un sito completamente funzionante. Una delle grandi cose degli Edublog è che sono molto, molto di più rispetto a strumenti per il blog. In effetti, puoi usare il tuo Edublog per creare un sito con molti livelli, approfondito, ricco di risorse multimediali, che non sembra affatto un blog. Perciò se preferisci creare un insieme di contenuti statici, un archivio di informazioni importanti o persino catalogare la biblioteca, puoi piegare un Edublog secondo le tue esigenze.
Ovviamente il tutto è pubblicità. Mi sembra però piuttosto interessante vedere le possibili situazioni in cui viene suggerito di usare un blog o un servizio basato su un blog...

